Tanto si è detto, e di tutto ci hanno profilato, sul conto di Michael Jackson, ma nessuno mai ci ha sensibilizzato sull’aspetto umano, nessuno mai ci ha detto la verità.

Perché le buone notizie non creano scalpore. Non pagano.

Anche il vento, qui, è arrabbiato.

I media l’hanno perseguitato, il mondo non ha saputo guardare oltre le apparenze, ed i pregiudizi della gente lo hanno reso un uomo triste. Solo.
Solo un uomo che viveva del nostro amore, e ricercava la nostra approvazione, perché null’altro conosceva.

Ed oggi non c’è più. È morto di una morte lenta e silenziosa. Delle più atroci, che entrano dentro come un cancro, e scavano la fossa sotto ai piedi ancora caldi.

Perché la delusione può anche uccidere.

Lo avete ammazzato. Voi che adesso lo piangete, lo avete ammazzato.

(Avrei voluto usare la prima persona plurale, ma no! Non mi assumerò le colpe degli ignoranti.)

Perché nel vostro rappresentarlo come un mostro immonde, nel giudicarlo senza certezze, nel deriderlo, additarlo, e maledicendolo… nella vostra profonda superficialità:
È stato maltrattato un bambino che non voleva crescere.
Sono state tarpate le ali ad un Angelo che volava sui tetti dei bambini nel mondo.
Un uomo che amava stupirci, emozionare. Che ci ha fatto sognare, e anche un po’ sperare.

È morto un uomo che desiderava una vita normale, che mai ha conosciuto. Che pur di uscire indisturbato adottava i travestimenti più buffi, facendoci anche un po’ ridere. :)
Un’anima gentile che si nascondeva dietro ai riccioli, a dei grandi occhiali scuri, e dei timidi sorrisi.
Un uomo che si è costruito il mondo che avrebbe voluto da piccolo, che tutti noi avremmo voluto avere, fatto di intrattenimenti, spazi aperti. Un uomo che amava circondarsi di animali, di balocchi. Che sapeva giocare, che considerava i bambini un bene prezioso, da proteggere. Un uomo felice quando poteva liberarsi in gioco con i bambini, suoi veri amici, gli unici a non giudicarlo, usarlo. Perché smaliziati, genuini, senza interesse.

Ma è anche morto un uomo che non è stato compreso fino in fondo.
Che ha chiesto di essere lasciato in pace, fino allo stremo.
Fino alla totale distruzione.

Grazie all’ignoranza, al pregiudizio, a voi.

Voi che adesso fate la fila per dichiarare il vostro dolore, che montate servizi su servizi per questa grande perdita, senza niente di sentito,  alcun rispetto, spintonandovi a chi la dice più grossa, confondendo ancora una volta i lettori.
Perché gli avvoltoi si nutrono anche di morti.

Ed anche a chi non sa valutare con il proprio metro, elaborare ciò che recepisce, e a chi non sa ricredersi.

Ed è con profondo dolore che comprendo, e si riconferma tra le mie delusioni più grandi, che la diversità è un dono speciale che non vale la pena di condividere. Con questo mondo.

E ringrazio Michael per avermi dato l’opportunità di scoprire un mondo nuovo, magico, puro. Grazie per essere stato il mio amico un po’ speciale, per non farmi sentire mai sola, per la tua voce, i tuoi sorrisi, la tua energia.

E grazie anche ai miei genitori (che diversamente da come si possa pensare non sono degli sprovveduti) per avermi vietato di vedere ‘Non è la Rai’, ‘Beverly Hills’, di comprare ‘Cioè’, e quanto di più futile possa esistere in questa stupida società, permettendomi invece di crescere nell’innocenza, nella profondità dei sentimenti, nella libertà di pensiero ed individualità, attraverso Michael Jackson.

Grazie a quanto ho avuto di più caro in vita.

Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi.